Terminologia (varia da zona a zona)
Briscola: seme sovrano che vince su tutti gli altri, è frequente che vari da partita a partita.
Seme o palo: uno dei quattro tipi di carta presenti nel mazzo: coppe, spade, bastoni (o mazze a Napoli), denari (o ori nel milanese).
Carico: le sei carte di valore : uguale o superiore a dieci , che non sono di briscola.
Strozzo o picchiata: quando si gioca un carico del seme della carta (non di briscola) che sta comandando il gioco( acquisendo diritto di presa).
Strozzino: quando si gioca una carta del seme (non di briscola) che comanda il gioco, di punti inferiore ai dieci.
Taglino, briscolino o disturbo: carta di briscola senza valore punti.
Chiamante: colui che effettua la chiamata.
Chiamata: procedura con la quale si decide il seme di briscola e la carta del socio.
Socio: colui che possiede la carta del socio.
Carta del socio: carta che identifica il socio del chiamante e va tenuta segreta il più lungo possibile, per impedire alla squadra dei compari di identificare il socio ed essere più facilitata nella vittoria.
Compari o Alleanza: coloro che fanno parte della squadra composta da 3 giocatori , contrapposti al chiamante e al socio.
Carta legale: si intende una carta valida per essere chiamata, che deve essere sempre di valore più basso di quella chiamata dal precedente giocatore.
Con il tempo si è formato un regolamento non catalogato ma molto rispettato: si tratta di un linguaggio segreto, fatto di segnali con le espressioni del volto e con ammiccamenti, spesso concordati fra compagni di gioco, tanto da potersi intendere senza essere compresi dagli avversari.
Di solito i segni usati nelle partite sono:
labbra serrate per il possesso di un Asso;
bocca storta per il possesso di un Tre;
occhi al cielo per il possesso di un Re;
lingua in fuori per il possesso di un Cavallo;
spalla alzata per il possesso di un Fante.
Nel gioco della briscola più che la fortuna, serve l’abilità e la memoria nel ricordare le carte giocate e prevedere quelle che l’avversario può avere in mano.